TITLE: Sit-Down babies
In questo progetto sono stati coinvolti bambini e bambine under 7 con la Sindrome di Down nati a Brescia e provincia, da lì il titolo della serie fotografica.
Il contrasto tra normalità e diversità stride, provocando spesso atteggiamenti negativi di discriminazione, compassione o violenza.
In questo progetto la diversità è però intesa come la singolarità di ognuno, che viene sempre prima di ogni categorizzazione: “disabile”, “immigrato”, “omosessuale” e via dicendo. Qui non vediamo delle categorie, ma persone con dei nomi e dei tratti distintivi.
Nel momento in cui si tiene come unico e solo riferimento di intellegibilità il metro normativo dell’abilismo non si potranno mai accettare altri modelli difformi a quello vigente. La società spinge a definire la diversità come ciò che rimane escluso perché le sue note caratterizzanti sono in contrasto da quelle definite normali.
Queste fotografie vorrebbero far vedere come questi bambini e bambine sono diversi tra loro, pur appartenendo e condividendo la stessa Sindrome di Down.
Bisogna tener presente che la diagnosi serve nel momento in cui può aiutare famiglie e i diretti interessati a comprendere meglio sé stessi e i motivi di determinate difficoltà che spesso non consentono di fare una vita serena e autonoma. La diagnosi serve dunque a non far vivere alla persona una condizione esistenziale fondata sul confronto con un ideale di salute fisica o intellettiva che non gli appartiene, in contrasto con la propria.
Ogni qualvolta si parla di diversità viene subito da pensare all’inclusività, come se si dovesse inserire un corpo estraneo in un tessuto collettivo dato a priori. In questo modo però si riconosce inconsciamente l’esistenza di un “fuori” in opposizione con un “dentro”, un “noi” in opposizione rispetto a un “voi”.
AUTHOR: Paula Jesus Brignardello (Italy)
Mi chiamo Paula Jesus Brignardello, sono nata nel 1995 a Valparaiso (Cile) in una famiglia di migranti italiani.
Ho vissuto fino ai 12 anni in Cile, dove ha frequentato le scuole dei gesuiti.
Mi sono laureata a Roma in Filosofia del linguaggio con una tesi su Ernesto De Martino e il linguaggio primitivo
La formazione filosofica mi ha permesso di approfondire la cultura del pensiero umano: scontenta però dell’inoperosità dell’analisi teorica dei salotti intellettuali, sempre troppo lontani dalla realtà, ho deciso di intraprendere il percorso della documentarista sociale.
Come lavoro faccio la fotografa e videomaker, mi occupo del sociale, tra cui disabilità, psichiatria, immigrazione, violenza di genere e diritti umani
Attualmente vivo e lavoro nel Nord d’Italia.
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